Avere un immobile fermo può sembrare una sicurezza.
Una seconda casa, un appartamento ereditato, una casa acquistata anni fa, un immobile lasciato vuoto in attesa di decidere cosa farne.
All’inizio si pensa: “Intanto lo tengo, poi vedrò”.
Poi però arrivano le spese.
IMU, condominio, manutenzione, utenze, piccoli lavori, tasse, eventuali rate di mutuo, gestione ordinaria e straordinaria. E quella casa che sembrava una risorsa inizia a diventare un pensiero fisso.
A questo punto la domanda nasce spontanea: conviene venderla o metterla a reddito con gli affitti brevi?
La risposta non è uguale per tutti.
Dipende dal tipo di immobile, dalla zona, dallo stato della casa, dagli obiettivi del proprietario, dal tempo che si può dedicare alla gestione, dalla necessità di liquidità e dal rendimento reale che quell’immobile può generare.
Vendere può essere la scelta migliore se hai bisogno di liquidità, se l’immobile richiede lavori importanti o se il mercato oggi ti permette di ottenere un buon prezzo.
Affittare a breve termine può invece essere interessante se la casa si trova in una zona richiesta, se è ben presentata, se può essere gestita in modo professionale e se il rendimento netto è davvero superiore rispetto ad altre alternative.
Il punto fondamentale è uno: non bisogna scegliere “a sensazione”.
Bisogna fare i conti.
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